19ˆ Mostra Internazionale d’Architettura,
Padiglione Italia
8 novembre 2025
Roma – 13 Dicembre 2025 by Monica Melani

L’8 novembre 2025, nell’ambito degli eventi realizzati nel Padiglione Italia alla Biennale di Architettura di Venezia, promosso dalla Direzione Generale Creatività Contemporanea del Ministero della Cultura e curato da Guendalina Salimei con il progetto “TERRAE AQUAE. L’Italia e l’intelligenza del Mare“, si è tenuto un interessante incontro studio.
Dopo una breve presentazione degli ospiti da parte della curatrice, ha introdotto i lavori il Prof. Simone Ombuen dell’ASviS, Coordinatore GdL “11 Città e comunità sostenibili” che, partendo dalla stagione postbellica dei due settenni dell’INA Casa (1949-1963), connotata dal 1955 in poi da un forte impegno del Centro studi GeSCaL (Gestione Servizio sociale Case Lavoratori), con particolare cura di un corretto proporzionamento della dimensione urbana e del coordinamento della progettazione urbanistica e architettonica con gli aspetti di gestione sociale, ha mostrato immagini riferite a quartieri come Forte Quezzi di Genova o Coteto a Livorno ed altri esempi relativi all’euforia modernista degli anni ’70, in cui la progettazione dei grandi quartieri di edilizia pubblica vide invece una divaricazione fra diversi approcci.
Così se in alcuni casi l’attenzione alle proporzioni e all’aspetto di gestione sociale restò (si pensi agli interventi di Giancarlo de Carlo del Villaggio Matteotti a Terni, o di Mazzorbo a Venezia), altre realizzazioni videro prevalere esigenze puramente quantitative. Nacquero così quartieri-edificio, come il Rozzol Melara a Trieste, o il Corviale a Roma, con già all’origine gravi problemi di gestione sociale, aggravatisi nel tempo.
In questo contesto si è inserito l’intervento di Enrico Puccini, esperto di politiche abitative, dinamiche demografiche e popolazioni di abitanti, che ha condiviso dati statistici, frutto di anni di analisi e confronto fra vari territori con forte marginalità a livello nazionale, introducendo criticità e potenzialità relazionali fra sistemi abitativi, bisogni sociali e territori con una attenzione particolare a Corviale di Roma.
Pino Galeota, Fondatore e Presidente di CorvialeDomani Aps ha quindi rivendicato il grande lavoro di sensibilizzazione e rete avviato fin dal 2008. Il coordinamento CorvialeDomani, oggi Associazione di Promozione Sociale, è stato inizialmente animato dallo stesso Galeota e dalla sottoscritta, dall’allora direttore della Biblioteca di Corviale Antonio Trimarco, Tommaso Capezzone – oggi Presidente della Eudec50 cooperativa sociale che prende il nome da un altro sostenitore di Corviale, Eugenio De Crescenzio recentemente scomparso, l’allora direttore tecnico del Municipio XI Mauro Martini e Vincenzo Giorgi, architetto, con cui abbiamo realizzato una prima mappa di Corviale individuando le realtà pubbliche e private più significative operanti in un chilometro quadrato. Realtà sorte spontaneamente come “anticorpi di periferia” e che CorvialeDomani ha avuto il merito di studiare insieme al contesto, far conoscere e dialogare, attraverso innumerevoli attività di animazione territoriale per comprenderne e condividerne ricchezza ed opportunità, anche al fine di sensibilizzare le istituzioni circa la necessità di un cambio di paradigma e visione sul futuro di questa area di città e sul coinvolgimento di chi su questo territorio ci abita e opera quotidianamente.
Tanti i professionisti e i ricercatori delle Università Sapienza – la stessa Guendalina Salimei oggi curatrice del Padiglione Italia, RomaTre, Tor Vergata, e UniMOL con Stefano Panunzi, di Ater – penso a Daniel Modigliani, Mibac con Maria Grazia Bellisario, Istat, Fattorie Sociali con Alfonso Pascali, Cild (Centro Iniziativa di Legalità Democratica) con Pino Lo Mastro, Roberto Canestrelli, Stefano Rossi e Claudio Giangiacomo, il Forum del Terzo Settore con Francesca Danese, e molti altri che sarebbe impossibile nominare in questo breve articolo, e che, insieme alla cittadinanza e alle realtà più attive del territorio hanno cominciato ad unirsi ed immaginare la creazione di un “Distretto evoluto di arte, cultura, sport e ambiente“.
Molte le progettualità realizzate negli anni e confluite in un Master Plan e un Protocollo d’intesa firmato nel 2021 da oltre 70 realtà, presso la Regione Lazio, e per la costituzione di un Tavolo di coordinamento istituzionale di co-programmazione e co-progettazione interdisciplinare per la rigenerazione urbana e sociale del ‘Quadrante di Corviale’. Un accordo aperto a soggetti istituzionali e realtà sociali, culturali, educative e produttive del territorio con l’obiettivo di migliorare il decoro urbano, il livello dei servizi e la qualità della vita, rendendo sistemico il grande lavoro svolto fin lì a titolo volontario, per dare concretezza, risorse e rinnovato interesse istituzionale per risollevare il territorio da annose problematiche e criticità più volte segnalate, con l’ambizione di far divenire Corviale, un nuovo modello di rigenerazione comunitaria.
È merito di CorvialeDomani, infatti, l’aver organizzato momenti di studio e convegni di alto profilo e qualità – come quello realizzato alla Camera dei deputati nel 2017, in cui sette città metropolitane si sono incontrate a Montecitorio, perché “La realtà si vede meglio dalla periferia”. Una lunga “maratona” per riappropriarsi di periferie, luoghi e identità perdute attraverso testimonianze, esperienze e progetti messi in atto dai veri protagonisti: i cittadini. Nonché l’aver promosso e sostenuto la necessità di cambiare alcuni regolamenti come nel caso delle graduatorie speciali per la gestione degli avvicendamenti e l’introduzione nel bando pubblico di voci di spesa per l’accompagnamento dei cittadini durante la riconversione del cosiddetto quarto piano – il piano intermedio del palazzo più lungo e controverso d’Italia – il Km verde di Guendalina Salimei, oggetto, fra l’altro, del film di Riccardo Milani, con Paola Cortellesi e Raul Bova.
Un’azione culturale quella di CorvialeDomani per un cambio di paradigma che ponesse al centro le persone e non più i lavori di edilizia o urbanistica che, anche grazie al Nuovo Codice del Terzo Settore prima e del PNRR poi, hanno aperto nuove strade, dando peraltro valore al dialogo e alla cooperazione fra terzo settore e Istituzioni affinchè si confrontassero per individuare insieme e in modo paritario, necessità e soluzioni alle problematiche antiche e/o emergenti dei territori.
Ed è stato questo il focus del mio intervento, anche in virtù della esperienza maturata attraverso CorvialeDomani e la fondazione e gestione del Mitreo Arte Contemporanea, cuore pulsante di Corviale, che ha saputo, fin dal 2006 – grazie ad un modello partecipativo, vincitore nel 2019 del Premio Nazionale “Cultura di gestione” di Federculture – realizzare, con pochissime risorse economiche, oltre 600 eventi socio culturali – di cui il 50% a titolo libero e gratuito -, offrire migliaia di ore di formazione, e consentire agli oltre 5000 artisti di potersi esprimere in un luogo stimolante in cui la bellezza non è solo una pratica estetica ma un processo da abitare.
Una testimonianza la mia che pone al centro della rigenerazione dei territori la presenza costante di stimoli culturali e artistici in grado di creare aggregazione, inclusione e comunità.
Dopo la proiezione del video “I LOVE CORVIALE”, realizzato dagli studenti del Dipartimento di Comunicazione e Ricerca Sociale della Sapienza Università di Roma, guidati dalla Prof. Cristina Sofia, in occasione della esposizione fotografica della seconda edizione del Premio Nazionale di Fotografia “I Love Corviale: 1975-2025 1Km di vita” dedicato ai 50 anni di Corviale, da me ideato, curato e inaugurato nel Mitreo Arte Contemporanea il 17 ottobre scorso, ho quindi introdotto l’importanza di aver reso strutturali strumenti, già utilizzati spontaneamente sia da CorvialeDomani che dal Mitreo – in quanto fondati sulla forza delle relazioni e della rete – quali la co-programmazione e la co-progettazione, che dal 2023 hanno aperto una nuova fase a Corviale.
Nell’aprile del 2023, sono stati infatti emessi dal Comune di Roma, Avvisi Pubblici per la selezione di Enti del Terzo settore con cui attivare collaborazioni e ascoltare il territorio con l’intento di individuare bisogni e possibili servizi ed interventi immateriali nell’ambito del PUI di rigenerazione urbana di Tor Bella Monaca e Corviale. Il 18 LUGLIO 2023 c/o la sala del Consiglio del Municipio XI si è quindi svolto il primo tavolo di co-programmazione a cui sono poi seguiti 18 incontri tematici (6 per ogni tavolo: Tav.1 Sviluppo/attività produttive/Start up/digitalizzazione/green economy; Tav.2 Welfare/Politiche sociosanitarie e salute; Tav.3 Cultura/Formazione/Benessere/Sport), tenuti dalla Dr.ssa Paola Calvani del Dipartimento politiche sociali e salute del Comune di Roma. Gli incontri pubblici, avviati c/o la Biblioteca Nicolini il 7 SETTEMBRE 2023 sono stati ultimati a NOVEMBRE 2023.
Nel GENNAIO 2024 è quindi partito il percorso “Territori a Disoccupazione Zero“, altri 6 incontri in tre mesi, tenuti dal Prof. Andrea Ciarini del DISSE – Dipartimento Scienze Sociali ed economiche – Sapienza Università di Roma, a cui però, ad oggi, non è seguito alcun intervento concreto.
Ad APRILE 2024 è stato finalmente condiviso e successivamente approvato c/o la Sala consiliare del Municipio XI il documento finale di Co-programmazione PUI 24- Polo di solidarietà Corviale, a cui è seguito un Avviso Pubblico con scadenza Gennaio 2025, per la proposta di interventi immateriali, finalizzati a rispondere ai problemi emergenti del territorio. A queste risorse PNRR, il Dipartimento politiche sociali e salute del Comune di Roma diretto dalla Dott.ssa Michela Micheli, a cui va il merito di aver coinvolto attivamente il territorio in una co-progettazione concreta, ha affiancato risorse PN Metro Plus 2001-2027, per interventi di inclusione e innovazione sociale per combattere l’incremento della “povertà urbana” e il disagio abitativo, sociale ed economico e favorire l’uscita da situazione di marginalizzazione. Il progetto, che dovrà concludersi a Dicembre 2026, ha una dotazione pari a € 1.020.000,00 (€ 270.000,00 dai fondi PNRR e 750.000 da PN Metro Plus) con la possibilità di essere incrementato di un ulteriore 50% e, dunque, fino ad € 1.530.000,00 in conseguenza della partecipazione del partenariato, così costituito fra Roma Capitale e gli ETS, a bandi ed avvisi indetti da Enti pubblici o privati, in modo da implementare le risorse disponibili. In particolare, gli interventi dovranno avere la capacità di generare risultati e impatti dimostrabili e misurabili, caratterizzati da elementi di innovatività e sostenibilità, anche al fine di individuare un modello replicabile, su scala cittadina, per favorire il benessere dei cittadini, valorizzando la complementarità di tutte le risorse destinate ai diversi interventi sociali.
Le iniziative di prossima realizzazione da parte di una ATS, vincitrice, con 11 soggetti già operanti da tempo sul territorio avranno le seguenti finalità:
a. migliorare le attività di supporto e accompagnamento alla rete dei servizi con l’attivazione di un portierato sociale e di assistenza leggera per famiglie con figli di minore età, persone disabili, anziane e adulte in stato di fragilità;
b. rafforzare la rete dei servizi territoriali in un’ottica di lavoro integrato e sinergico, capace di coinvolgere i diversi attori del territorio.
Il progetto vincitore C.A.R.O. Corviale (Comunità. Accoglienza. Relazioni. Occupazione), dopo un periodo di co-progettazione con il dipartimento, è stato presentato il 21 novembre scorso presso la sede del Calcio Sociale di Corviale.
Guendalina Salimei ha quindi introdotto il Prof. Luis Moya e Graziella Trovato della ETSAM – Escuela Tè cnica Superior de Architectura de Madrid – Universidad Politécnica de Madrid, coinvolgendoli in un pensiero su Corviale visto da Madrid. Il Prof. Moya si è quindi così espresso: “Il tema potrebbe suggerire ironicamente che, date le sue dimensioni gigantesche, sarebbe quasi possibile vederlo da Madrid. Le idee pretenziose degli architetti, sfruttate dalla retorica di politici ignoranti al servizio di interessi commerciali, producono mostri come il “Serpentone”. Il progetto è stato un grave errore, frutto dell’adesione acritica a un grande architetto e pessimo urbanista come Le Corbusier, che a sua volta ha consolidato una buona idea di Arturo Soria, urbanista spagnolo che ha inventato la Ciudad Lineal. Questa consisteva in un asse centrale con un tram gratuito e attrezzature, e due fasce laterali di 500 metri con case unifamiliari per tutte le economie. Il Corviale viola due principi fondamentali della città vivibile: la continuità dello spazio libero in tutte le fasi storiche del tessuto urbano e lo spazio a livello della strada per sviluppare le relazioni pubbliche. È quindi lodevole cercare di promuovere la vita sociale in buona convivenza che svolgono le associazioni di quartiere e culturali con la collaborazione tecnica di bravi architetti che comprendono il progetto dal punto di vista delle persone e con la loro collaborazione. Continueremo a seguire il processo per trarre ispirazione dalle trasformazioni di cui Madrid ha bisogno.“
Ha concluso gli interventi Claudio Falasca in rappresentanza di Auser e direttore di Abitare & Anziani che, anche in virtù di uno sportello sociale presente a Corviale, considera questo territorio uno straordinario laboratorio di sperimentazione sociale di valenza nazionale. “L’idea, a cui numerose associazioni stanno dando il loro contributo, ha detto Falasca, è di considerare i programmi di rigenerazione urbana non meri interventi urbanistico-edilizi, ma occasione di rigenerazione comunitaria. A fondamento di questo approccio c’è la convinzione che a fronte dei bisogni che esprimono gli abitanti di Corviale, così come di tante altre realtà dove aumenta il numero di persone fragili come conseguenza della longevità, non sia sufficiente assicurare un alloggio, in tutti i casi essenziale, ma occorra anche assicurare: sicurezza, supporto alla vita di relazione, sostegno all’autonomia, sostegno all’inclusione sociale.
Per realizzare questo obiettivo pensiamo che, tra le altre, siano necessarie tre condizioni:
– considerare la casa come ‘servizio abitativo integrato’ che non si esaurisce nel possesso della abitazione, ma si arricchisce di una pluralità di servizi di prossimità (civili e sociosanitari) di cui fruire singolarmente e collettivamente;
– riformare le aziende casa regionali da semplici gestori di patrimonio immobiliare a promotori di comunità;
– valorizzare le opportunità che offre l’amministrazione condivisa sapendo che questo cambiamento non sarà possibile solo con l’impegno pubblico o con le risorse del mercato.“
In conclusione consigliamo quindi di dare grande attenzione agli sviluppi futuri di questa parte di città, posta sulla antica via Portuense di collegamento fra Roma e il Mare, e al viaggio intrapreso dal transatlantico Corviale insieme a una comunità che vorremmo sempre più coesa e protagonista.














