61. Biennale d’Arte di Venezia
The Tree is Rooted in the Sky
Roma – 19 Maggio 2026 by Vittoria Biasi

Commissario: Anastasija Karneeva
Il progetto è stato ideato e sviluppato da giovani musicisti, filosofi e poeti provenienti da diversi Paesi, che ritengono importante presentare il lavoro come frutto di un pensiero collettivo, anziché mettere in risalto i propri nomi.
Il Padiglione della Russia apre le porte alla 61. Biennale d’Arte In Minor Keys con l’evento The Tree is Rooted in the Sky. Tutto si illumina di luci, suoni e fiori freschi di lussureggiante bellezza: è la festa per una vita culturale che ritorna a esistere con e per gli altri.
La partecipazione dei visitatori diviene l’anima dello spazio dando una significativa risposta alla tensione generosamente diffusa da un certo vociare.
L’installazione, nella sala al piano superiore, è un gigantesco bouquet di fiori grandi e dai colori delicati, dal rosa al viola, che sembrano voler raggiungere il cielo, attraversando il lucernario.
La visione d’insieme delle sale crea una distanza metafisica proiettata in una ricerca di luce, di introspezione e identità, di libertà mentale, di un codice spirituale. La sensazione è rafforzata dalle particolari performance che si realizzano nello spazio al piano terra sotto un soffitto di fiori. L’intreccio tra il coro folk e le emissioni vocali arcaiche produce una sonorità continua e avvolgente. Questa trama musicale sembra rivolta al recupero delle radici culturali profonde, traducendo in musica il concetto cardine della mostra: alberi che affondano le proprie radici nel cielo. La performance del canto armonico si leva dai margini della sala, evocando le suggestioni e le vibrazioni delle tradizioni sciamaniche centroasiatiche. È un privilegio ascoltare le composizioni di Alexej Sysoev eseguite dall’Intrada Vocal Ensemble: un coro russo che sperimenta le verticalità del suono e i fenomeni acustici, lavorando in sintonia con l’idea di ascesa ed elevazione che collega tutte le installazioni del padiglione. La profonda ricerca sonora è guidata dal gruppo Phurpa, specializzato nel canto tantrico e armonico pre-buddhista. Immersi in un ambiente buio, gli artisti si presentano con abiti e copricapi orientali, mantenendo il volto celato da un velo scuro. Il loro canto armonico si configura come una celebrazione intima e ipnotica, che segna un distacco dai momenti in cui la musica assume ritmi più coinvolgenti che spingono il pubblico a danzare. Il flusso sonoro, cadenzato da intervalli, riesce a creare una particolare scansione e a valorizzare i differenti campi percettivi delle installazioni visive.

Le opere sinestetiche sembrano rivolte verso una porta che si apre sulla terrazza, sullo spazio scenico scandito per quinte: in primo piano gli sgabelli abitati da fiori, un parapetto, e poi gli alberi che immettono sulla veduta del mare. L’immagine rammenta lo straordinario viaggio nel tempo che si svolge all’interno dell’Ermitage nel film Arca russa di Aleksander Sokurov (2002), e una voce recita la frase:
«Guardi c’è il mare tutto intorno. Dovremo navigare sempre e vivere sempre.» Venezia, il Padiglione della Russia, i Padiglioni e i visitatori sono tutti coinvolti nella stessa storia: non ci sono strade già tracciate o muri che bloccano il cammino. Navigare è un impegno coraggioso, come guidare la propria vita attraverso le tempeste, e l’unica vera meta è il viaggio stesso. Forse seguendo il canto armonico interiore.

La metafora di Sokurov paragona la Russia all’arca che galleggia nel tempo della storia, destinata a viaggiare all’infinito per preservare l’arte e la memoria. Da ciò emerge il compito di musei e istituzioni espositive di essere luogo di Raccolta. La creatività artistica è parte dello sguardo sul contesto temporale, politico, e del dialogo prediletto dall’artista: l’opera è l’espressione totale del tempo.
L’apertura del Padiglione Russo, nel contesto dell’opera totale della Biennale e del suo percorso storico, ha dimostrato la forza di essere oltre qualunque Tribunale Mediatico e Ideologico. Il progetto è stato realizzato con la partecipazione di artisti, poeti, filosofi, russi e provenienti da molti altri paesi. Dopo i giorni dell’inaugurazione e dello splendore floreale il Padiglione sarà inaccessibile mentre fiori svaniranno e si trasformeranno. I pensieri di alcuni artisti sono scritti su pannelli esposti alle pareti e una brochure con pensieri sparsi e qualche emozione e alcuni interrogativi: è tutto emotivamente, poeticamente sospeso e da condividere.
Testimonianze raccolte da Vittoria Biasi
Foto di pannelli e brochure








