Leone d’oro alla carriera della Biennale Danza 2023
Roma – 31 Luglio 2026 by Vittoria Biasi

Ci uniamo al cordoglio espresso dal Presidente, dal Direttore Generale, dalla Responsabile dell’Archivio Storico, dal Direttore artistico del Settore Danza, dalConsiglio di Amministrazione e dalla Biennale di Venezia tutta per la scomparsa della grande artista e coreografa Simone Forti. Universalmente riconosciuta come pioniera della postmodern dance americana e della performance art, ha ridefinito il rapporto tra corpo, spazio e scultura, ricevendo massimi riconoscimenti globali tra cui il Leone d’Oro alla carriera.
Fuggita da Firenze nel 1938 a causa delle leggi razziali, si stabilì negli Stati Uniti dove, nel 1955 a San Francisco, iniziò a danzare seguendo i laboratori d’improvvisazione di Anna Halprin. Successivamente a New York studiò con Robert Dunn, entrando in contatto con le filosofie artistiche di John Cage e del movimento Fluxus. Proprio dal 1961 ha dato il via a una carriera rivoluzionaria, inaugurata con i celebri spettacoli nel loft newyorkese di Yoko Ono.
Simone Forti ha scardinato la danza accademica introducendo movimenti ordinari e azioni quotidiane ispirate anche al comportamento animale e alle dinamiche della natura. Con il ciclo delle nove performance-sculture Dance Constructions, divenuto una pietra miliare della storia dell’arte, ha rivoluzionato la danza contemporanea. Utilizzando materiali poveri (come compensato e corde), l’artista ha scardinato il virtuosismo della danza classica introducendo azioni essenziali come l’arrampicarsi, il dondolarsi e il mantenimento dell’equilibrio.
È stata presente numerose volte alla Biennale nei suoi diversi settori: ha partecipato alla 39. Esposizione Internazionale d’Arte del 1980 nella sezione “L’arte negli anni Settanta – film e videoproduzioni di artisti che lavorano in performance”, curata da Achille Bonito Oliva, Michael Compton, Martin Kunz e Harald Szeemann. Alla Biennale Danza del 2018 è stato invece presentato An Evening of Dance Construction (2009), il film che ripropone le leggendarie performance presentate nel loft di Yoko Ono nel 1961, serie poi ricostruita per il Museum of Contemporary Art (MOCA) nel 2004.
Il legame si è consacrato nel 2023 con l’attribuzione del Leone d’oro alla carriera al 17. Festival Internazionale di Danza Contemporanea. Il direttore Wayne McGregor ha motivato il premio celebrando un corpus di opere – tra performance, disegni, film, video, fotografia, installazioni e scritti – “sorprendente per varietà e unico per capacità visionaria”, aggiungendo: «Autodefinitasi artista o movement artist, così da non costringersi nelle convenzioni e ortodossie dell’essere una ‘coreografa’, Simone Forti si è sempre mossa liberamente e senza confini tra mondi creativi, intrecciando diverse discipline e, così facendo, ha sostenuto la superiorità del corpo, o piuttosto ‘il pensare con il corpo’ come forza di sperimentazione, azione e (re)invenzione».


